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IL MIO TESTAMENTO – 15 APRILE 1821(SECONDA PARTE)

1. Lascio in eredità a mio figlio i contenitori, gli ordini, e gli altri articoli; come i miei piatti, letti da campo, armi, selle, speroni, piatti da cerimonia, libri, biancheria che ero solito indossare e usare, secondo la lista allegata. È mio desiderio che questo lieve lascito possa essergli caro, come provenienti da un padre di cui tutto il mondo lo ricorderà.
2. Lascio a  Lady Holland l’antico cameo che Papa Pio VI mi diede a Tolentino.
3. Lascio al Conte Montholon, due milioni di franchi, come prova della mia soddisfazione per le attenzioni filiali che mi ha rivolto in questi sei anni e come indennità per le perdine che la sua residenza a Sant’Elena gli hanno causato.
4. Lascio al Conte Bertrand, cinquecentomila franchi.
5. Lascio in eredità a Marchand, mio primo valletto di camera;quattrocentomila franchi. I servizi che mi ha reso sono quelli di un amico; è mio desiderio che egli possa sposare la vedova, sorella o figlia di un ufficiale della mia Vecchia Guardia.
6. Idem, a St. Denis, centomila franchi.
7. Idem, a Novarre (Noverraz,) centomila franchi.
8. Idem, a Pierron, centomila franchi.
9. Idem, a Archambault, cinquantamila franchi.
10. Idem, a Coursot, venticinquemila franchi.
11. Idem, a Chandelier, venticinquemila franchi.
12. All’Abate Vignali, centomila franchi. È mio desiderio che possa costruire la sua casa vicino a Ponte Nuovo di Rostino.
13. Idem, al Conte Las Cases, centomila franchi.
14. Idem, al Conte Lavalette, centomila franchi.
15. Idem, a Larrey, chirurgo capo, centomila franchi. È l’uomo più virtuoso che io abbia conosciuto.
16. Idem, al Generale Brayer, centomila franchi.
17. Idem, al generale Lefebvre-Desnouettes, centomila franchi.
18. Idem, al Generale Drouot, centomila franchi.
19. Idem, al  Generale Cambronne, centomila franchi.
20. Idem, ai figli del Generale Mouton-Duvernet, centomila franchi.
21. Idem, ai figli del coraggioso Labédoyère, centomila franchi.
22. Idem, ai figli del Generale Girard, ucciso a Ligny, centomila franchi.
23. Idem, ai figli del Generale Chartrand centomila franchi.
24. Idem, ai figli del virtuoso Generale Travot, centomila franchi.
25. Idem, al Generale Lallemand più vecchio, centomila franchi.
26. Idem, al Conte Réal, centomila franchi.
27. Idem, a Costa di Bastelica, in Corsica, centomila franchi.
28. Idem, al Generale Clauzel, centomila franchi.
29. Idem, al Barone Méneval, centomila franchi.
30. Idem, ad Arnault, l’autore di Marius, centomila franchi.
31. Idem, al colonnello Marbot, centomila franchi. Gli racocmando di continuare a scrivere in difesa della gloria degli eserciti francesi, e di confondere i loro calunniatore e apostati.
32. Idem, al Barone Bignon, centomila franchi. Gli raccomando di scrivere la storia della diplomazia francese dal 17912 al 1815.
33. Idem, a Poggi di Talavo, centomila franchi.
34. Idem, al chirurgo Emmery, centomila franchi.
35. Queste somme saranno prelevate dai sei milioni che ho depositato lasciando Parigi nel 1815; e dall’interesse al tasso del 5 per cento, da Luglio 1815. Il conto di conseguenza sarà fissato col banchiere dai Conti Montholon e Bertrand, e  da Marchand.
36.  Nel caso in cui quel deposito dovesse produrre di più della somma di cinque milioni e seicentomila franchi, dei quali ho disposto sopra, dovrà essere sistribuito come mancia tra i feriti alla battaglia di Waterloo, e tra gli ufficiali e soldati del battaglione dell’Isola d’Elba, seguendo un bilancio che sarà determinato daMontholon, Bertrand, Drouot, Cambronne, e il chirurgo Larrey.
37. Queste eredità, in caso di morte, saranno pagate alla vedova e ai figli, e in mancanza di questi verranno riversati nella maggior parte della mia proprietà.

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Il mio testamento – 15 Aprile 1821(Prima Parte)

Oggi è il 15 Aprile 1821 a Longwood, isola di Sant’Elena.

questo è il mio Testamento, o atto delle mie ultime volontà.

1) Muoio nella religione Apostolica Romana, nel seno della quale sono nato da più di cinquant’anni.

2) Desidero che le mie ceneri riposino sulle rive della Senna, in mezzo al popolo francese che ho tanto amato.

3) Ho sempre avuto ragioni per essere soddisfatto della mia carissima moglie, Maria Louisa. Conservo per lei, fino al mio ultimo momento, i più teneri sentimenti. La supplico di sorvegliare, al fine di preservare, mio figlio dalle trappole che ancora gravano sulla sua infanzia.

4) Raccomando a mio figlio di non dimenticare mai di essere nato principe francese e di non permettere mai a se stesso di diventare uno strumento nelle mani dei triumviri che opprimono le nazioni dell’Europa: non dovrebbe mai combattere contro la Francia, o danneggiarla in qualche modo; dovrebbe adottare il mio motto: “Qualsiasi cosa per il popolo francese”.

5) Muoio prematuramente, assassinato dall’oligarchia Inglese e dai suoi assassini. la nazione Inglese non tarderà a vendicarmi.

6) I due disgraziati risultati delle invasioni della Francia, quando aveva ancora così tante risorse, sono da attribuire al tradimento di marmont, Augereau, Talleyrand e La Fayette. Io li perdono. Possa la posterità della francia fare altrettanto.

7) Ringrazio la mia buona, più eccellente madre, il Cardinale, i miei fratelli, Giuseppe, Luciano, Girolamo, Paolina, Carolina, Giulia, Ortensia, Caterina, Eugenio per l’interesse che hanno continuato a provare per me. Perdono Luigi per il libello che ha pubblicato nel 1820: è pieno di false asserzioni e documenti falsificati

8) Ripudio”Il manoscritto di Sant’Elena” e altri lavori, con il titolo di massime, citazioni .. che le persone sono state felici di pubblicare negli ultimi sei anni. Tali non sono le regole che hanno guidato la mia vita. ho fatto arrestare e processare il Duca d’Enghien perché questo passo era essenziale per la salvaguardia, l’interesse e l’onore del popolo francese, quando il Conte d’Artois stava mantenendo, per sua stessa confessione, sessanta assassini a Parigi. In simili circostanze, agirei allo stesso modo.

[continua..]