Archivi tag: famiglia

Lettera a Madame Mère, mia madre – 22 Aprile 1805

A Madame Mère

Castello di Stupinigi, 22 Aprile 1805.

Il signor Girolamo Bonaparte è arrivato a Lisbona assieme alla donna con cui sta vivendo. Ho ordinato al figliol prodigo di viaggiare per Perpignan, Tolosa, Grenoble e Torino, e presentarsi a Milano. Gli ho detto che se modifica questo itinerario sarà arrestato.

Miss Paterson, che sta vivendo con lui, ha preso la precauzione di portare un fratello con lei. Ho dato ordini che sia rispedita in America. Se cerca di sottrarsi a questi ordini, e compare a Bordeaux o a Parigi, sarà scortata ad Amsterdam, e messa a bordo della prima nave per l’America.

Per quanto riguarda il giovane, avrò un solo colloquio con lui. Se si dimostra indegno del nome che porta, e sembra incline a persistere in questa liaison, non gli darò pietà. Se non mostra alcuna inclinazione a spazzare via il disonore col quale ha macchiato il mio nome disertando la bandiera per una squallida donna, dovrò rinnegarlo completamente, e forse farne un esempio, per insegnare ai giovani ufficiali la santità del servizio militare e l’enormità del crimine che commettono, se preferiscono una donna alla bandiera.

Posto che egli venga a Milano, voglio che gli scriviate. Ditegli che sono stato come un padre per lui. Ditegli che è suo sacro dovere obbedirmi e che la sua unica speranza è di fare quello che ordino. Fate in modo che anche le sue sorelle gli scrivano: perché, una  volta che ho pronunciato la sua sentenza, sarò inflessibile, e la sua intera carriera sarà rovinata.

#N

Annunci

Lettera alla Principessa Augusta – 19 Gennaio 1806

Alla Principessa Augusta

Stoccarda, 19 Gennaio 1806.

Figlia mia; la vostra lettera è bella come voi stessa. I miei sentimenti di devozione per voi diventeranno più grandi ogni giorno. Sono sicuro di questo, perché è un tale piacere ricordare tutte le vostre buone qualità, e perché ho sempre voglia di sentirvi dire che noi tutti vi piacciamo e che siete felice di vostro marito.

Anche se sono impegnato, non ci sarà niente che mi importerà di più quanto i mezzi per rendere i miei figli felici.

Vi assicuro, Augusta, vi amo come un padre, e conto che voi mi amiate come una figlia. Prendetevi cura di voi durante il viaggio e nel nuovo ambiente in cui state andando; riposatevi il più possibile. Siete stata di corsa tutto l’ultimo mese: non voglio che vi ammaliate.

Termino, figlia mia, dandovi la benedizione di un padre.

#N

Caterina di Württemberg, regina di Westfalia

La principessa Caterina di Württemberg sposò nel 1806 mio fratello Girolamo, dopo l’annullamento delle nozze di quest’ultimo con la figlia di un mercante americano, diventando regina consorte di Westfalia. Vi riporto le parole del mio Primo Valletto di Camera che la descrivono con completezza:

“Una donna molto bella e dotata delle qualità più solide. In lei convivevano una mente altamente coltivata, una naturale intelligenza, un carattere degno di una cognata dell’Imperatore che porta quasi all’entusiasmo il suo amore per il lavoro. I suoi sentimenti erano nobili ed elevati, non si mostrava mai altezzosa, e portava sempre un grande rispetto e una grande gentilezza nei confronti del suo seguito. Possedeva il dono più felice in natura, che consiste nel farsi amare da tutti.”

Il matrimonio di mio fratello Girolamo e Carolina, Fontainebleau, 22 Agosto 1807.
Il matrimonio di mio fratello Girolamo e Carolina, Fontainebleau, 22 Agosto 1807.

Una particolarità di Caterina è legata alla sua debolezza per le superstizioni; evitava, ad esempio, di sedersi ad un tavolo con tredici ospiti. Durante una cena a Firenze, giunse nella sala da pranzo e vide che c’erano tredici piatti; iniziò ad impallidire e rifiutò di prendere posto. Mia sorella Elisa iniziò a prenderla in giro, poi le scosse le spalle e le disse di non preoccuparsi, perché in realtà a tavola erano in quattordici, dato che lei era incinta. Alla fine la regina decise di sedersi, anche se con un po’ di ripugnanza.

A conclusione di questo articolo su Caterina, pubblico una lettera indirizzata a suo padre, nella quale è evidente il suo affetto e la sua devozione nei confronti del marito, nel periodo più difficile per l’Impero e per lui stesso:

Forzata dalla politica a sposare un re, mio marito, il fato ha voluto che mi trovassi ad essere la donna più felice dell’universo. Provo per mio marito i sentimenti uniti di amore, tenerezza e stima. In questo momento doloroso può il migliore dei padri voler distruggere la mia felicità domestica, l’unica che mi rimane? Oso dirvi, mio caro padre, che voi e tutta la mia famiglia fate una grande ingiustizia al re, mio marito; e spero che arriverà il momento in cui vi convincerete di aver fatto una tale ingiustizia e che poi troviate in lui, come in me stessa, il più affezionato e rispettoso dei figli.

La corte imperiale nel 1809; Caterina è la seconda da destra; Girolamo è il terzo da sinistra, mentre il quarto da sinistra è il re del Württemberg.
La corte imperiale nel 1809; Caterina è la seconda da destra; Girolamo è il terzo da sinistra, mentre il quarto da sinistra è il re del Württemberg.