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Lettera a Giuseppina – 18 Gennaio 1807

All’Imperatrice, a Mayence.

Varsavia, 18 Gennaio 1807.

Temo che tu sia molto addolorata per la nostra separazione e al tuo ritorno a Parigi, che dovrà durare ancora qualche settimana.

Insisto che tu debba avere più coraggio. Sento dire che sei sempre in lacrime. Vergogna!  Questo è inadatto! La tua lettera del 7 Gennaio mi rende infelice. Sii degna di me; assume più carattere.  Ritagliati un ruolo adatto a Parigi e, soprattutto, sii contenta.

Io sto bene e ti amo molto; ma, se stai sempre piangendo, dovrò pensare di te che sei senza coraggio e senza carattere. Non amo i codardi. Un’Imperatrice deve avere coraggio.

#Napoleon

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Quale audacia! Battaglia di Eylau

Il Maresciallo Bertrand a Sant’Elena mi ha raccontato di essersi profondamente emozionato durante la Battaglia di Eylau, l’8 febbraio 1807.

Durante lo svolgimento della battaglia, ad un certo punto rimasi quasi solo con alcuni ufficiali del mio stato maggiore, quando mi trovai di fronte una colonna di quattromila o cinquemila russi. In quel momento ero a piedi, e il Maresciallo Berthier fece avvicinare i cavalli.

In tutta risposta gli lanciai uno sguardo di rimprovero e ordinai di far avanzare un battaglione della Guardia, che in quel momento era abbastanza lontano dietro a noi. Rimasi immobile mentre i Russi di fronte a noi avanzavano, visibilmente sorpresi del nostro coraggio. Infine, quando videro i granatieri della mia guardia, improvvisamente si arrestarono e furono respinti dal contrattacco

Bertrand si era emozionato perché io non mi ero mosso di un passo, mentre tutti coloro che mi circondavano avevano trepidato.

#N

[Memoriale di Sant’Elena, Las Cases, Migliorini]

Il coraggio del Capitano Auzoni, prima parte.

Oggi vi voglio raccontare un episodio legato alla battaglia di Eylau, uno degli scontri più cruenti di tutte le campagne napoleoniche. Il nostro nemico era l’esercito russo, comandato dal Generale Bennigsen.

Nel corso della battaglia, attorno alle 11 del mattino, la nevicata divenne così fitta da rendere difficile riconoscere un oggetto a dieci passi.

Improvvisamente, una colonna russa, priva di ricognitori e smarritasi nella notte durante le manovre, apparve in vicinanza del nostro campo; io fui il primo a sospettare che quell’ombra nera percepibile nella tempesta potesse essere la riserva dei russi. Diedi l’ordine a due battaglioni dei granatieri della guardia affinché intervenissero, guidati dal Generale Dorsenne.

Uno squadrone aggirò i nemici alle spalle, spingendoli verso i granatieri che li attendevano a baionette spiegate. Questa manovra inizialmente disorientò i russi; presto però, grazie anche alla loro superiorità numerica, gli ufficiali sguainarono le spade e riordinarono le loro colonne.

La Guardia sembrava rallentare, quando improvvisamente un giovane ufficiale, il capitano Auzoni, avanzò tra i ranghi esclamando “Coraggio, compagni! Seguitemi, e gli stendardi russi saranno nostri!”

Balzò in avanti, seguito dai suoi compagni e sfondò con la spada in pugno il centro della colonna russa. Questo assalto improvviso creò un varco tra i ranghi avversari che fu subito attraversato dal resto delle nostre truppe. I russi furono tutti uccisi o catturati.

Questo è uno dei più gloriosi risultati di questo giorno memorabile“, dissi, e chiesi di portarmi il Capitano Auzoni, artefice di quel successo.

“Capitano Auzoni, voi meritate davvero di comandare i miei veterani moustaches. Vi siete distinto nobilmente. Vi siete guadagnato la croce di ufficiale e una pensione di 2.000 franchi. Siete stato fatto capitano all’inizio della campagna, e spero che possiate tornare a Parigi con un grado ancora maggiore. Un uomo che guadagna i suoi onori nel campo di battaglia ha la mia più alta stima. Dono dieci croci ai vostri compagni” aggiunsi, rivolgendomi ai soldati.

Grida di entusiasmo riecheggiarono in tutto il campo. Questi uomini erano avanzati contro il fuoco nemico, spinti dal coraggio del Capitano Auzoni, con un entusiasmo ed un’audacia che è impossibile descrivere.

Due ore dopo la vittoria era nostra, ma Auzoni deve essere menzionato ancora una volta.

[Continua]

#N