Conversazione in esilio sulle donne

Durante l’esilio a Sant’Elena, capitò più volte di parlare delle donne; in una di queste conversazioni, parlai contro il loro umore mutevole.

A mio parere nulla rivela la loro buona educazione quanto il carattere uguale e il costante desiderio di piacere. Esse sono costrette a mostrarsi sempre sicure e pronte, continuamente in scena. Anche le mia due mogli sono sempre state cosi; pur differenti nei modi e nelle qualità, ma molto simili su questo punto. Raramente mi era capitato di cogliere sul loro volto un momento di cattivo umore; entrambe si erano preoccupate di piacermi.

A quel punto qualcuno mi disse che Maria Luisa si lamentò una volta del fatto che per ottenere tutto quello che voleva da me doveva mettersi a piangere. Rimasi piuttosto sopreso e risposi:

“Oh! Questa mi riesce nuova! Me lo sarei aspettato da Giuseppina, non da Maria Luisa!”

Poi mi rivolsi alle signore Bertrand e Montholon che erano presenti, e gli dissi:

“Vedete care signore! Le donne sono proprio sempre le stesse!”

La conversazione  si spostò poi sulle mie sorelle, ed in particolare su Paolina. I miei compagni di esilio la giudicavano all’unanimità la più bella donna di Parigi. Io dissi loro che gli artisti la paragonavano a una vera Venere dei Medici.

Paolina Bonaparte
Paolina Bonaparte

Si scherzò poi sull’influenza che Paolina esercitava nell’Isola d’Elba, in particolare sul generale Drouot, di cui lei accoglieva la corte assidua malgrado la notevole differenza di età e il comportamento austero del generale. Girava voce infatti che Paolina avesse strappato al generale il segreto sulla mia partenza dall’isola otto giorni prima che questa avvenisse..

“Ecco le donne, e il loro pericoloso ascendente”.  

Madame Bertrand intervenne dicendo che il gran maresciallo non si sarebbe lasciato carpire da lei nessun segreto, al che io le risposi:

“Certamente, Bertrand è vostro marito..”

Il Generale Drouot
Il Generale Drouot

Drouot era un ottimo generale, forse migliore di alcuni miei Marescialli. Sono sicuro che sarebbe stato in grado di condurre centomila uomini in battaglia. Egli inoltre era dotato di una grande umanità. Avrebbe vissuto con la stessa soddisfazione sia con 40 centesimi al giorno sia con il reddito di un sovrano. Pieno di carità e religione, la sua dignità e la sua semplicità gli hanno dato onore.

Mi dissero infineche quando Paolina soggiornava a Nizza aveva a disposizione una vettura di posta che ogni giorno arrivava da Parigi carica di vestiti, stoffe, oggetti di toletta. A questa notizia, risposi:

“È proprio vero? Se lo avessi saputo, la cosa non sarebbe durata a lungo. Ecco quello che capita a sedere sul trono: si sanno le cose dopo tutti gli altri!”

#N

[Memoriale di Sant’Elena, Las Cases, Migliorini]

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