Il Maresciallo Victor, da “beau soleil” a “belle lune”

Il Maresciallo Claude-Victor Perrin, Duca di Belluno

 

Il 1 marzo 1841 muore a Parigi il Maresciallo Claude-Victor Perrin, che si faceva chiamare Victor. Figlio di un fattore, si arruolò nell’esercito, anche se per sei mesi lavorò nella drogheria che aveva aperto nel 1791, prima di riprendere la carriera militare.

Lo conobbi da giovane, nel 1793, durante l’assedio di Tolone, quando io ero un giovane capitano, lui un tenente colonnello di volontari. Egli guidò uno degli assalti decisivi per la presa della città, con lo slancio ed il coraggio che gli appartenevano. Rimanemmo entrambi feriti e venimmo promossi Generali di Brigata. 

Prese parte alla Campagna d’Italia del 1796, guidando quell’umità che grazie alle sue azioni diventerà “il terribile 57°” e lo promossi Generale di Divisione. Nella seconda Campagna d’Italia, nel 1800, si distinse a Montebello e soprattutto a Marengo.

Dal 1801 divenne governatore della Louisiana, anche se non ci andò mai, ed ebbe incarichi organizzativi.

Non entrò nella prima lista di Marescialli, ma ricevette la nomina nel 1807, dopo aver propiziato la vittoria di Friedland. Lui che era stato durante la Rivoluzione un semplice sergente di volontari, rappresentava un’altra prova vivente del detto “Ogni soldato francese ha nello zaino il bastone di Maresciallo”.

In seguito Victor combattè in Spagna, e in questa difficile campagna che mise alla prova numerosi Marescialli riuscì a non perdere l’onore, ottenendo un unico grande successo a Medellìn, contro il generale Cuesta.

Nel 1808 fu insignito del titolo di Duca di Belluno. Su questa nomina circola una storia particolare: pare che il titolo mi fu suggerito da mia sorella Paolina, in quanto Victor era soprannominato beau soleil per il suo carattere allegro, ma il suo aspetto tozzo e dalle gambe corte lo faceva sembrare una mezzaluna quando indossava le braghe attillate bianche. Belle lune (bella luna) ha una certa assonanza proprio con la città di Belluno. 

Durante la Campagna di Russia, alla quale prese parte, si distinse in un’importante azione militare quando con soli 12.000 uomini affrontò 30.000 Russi permettendo all’esercito di varcare la Beresina.

Non fu brillante nella Campagna di Francia del 1814, forse perché affaticato dai molti anni di battaglie alle sue spalle. Lo esonerai dal comando, ma quando mi chiese di essere reintegrato, anche solo come un semplice granatiere, mi commossi e gli diedi il comando della Guardia Imperiale, alla testa della quale subì l’ultima ferita al mio comando nella battaglia di Craonne. 

Dopo la fine dell’Impero, l’appellativo di Beau Soleil, che faceva riferimento al suo carattere, non fu più coerente con il comportamento del maresciallo. Fu infatti molto zelante nel perquisire i militari che durante i Cento Giorni si erano uniti di nuovo a me (votò per la condanna del Maresciallo Ney) e sposò appieno la causa del re.

Ebbe quindi altri incarichi, come Ministro della Guerra e capo di stato maggiore della Guardia regia avvicinandosi molto a posizioni ultra-realiste.

Si rifiutò di presenziare al mio funerale, a Parigi, nel 1840.

#N 

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